Olimpiadi rinviate: dieci anni fa Natalia Kutuzova c’era

Road to Tokyo 2021. Olimpiadi rimandate di un anno. Nel 2000 invece i Giochi Olimpici di Sydney furono segnati da imprese straordinarie. Fu anche l’edizione dell’esordio della pallanuoto femminile sotto i riflettori dei 5 Cerchi. In vasca c’era proprio lei, Natalia Kutuzova, Bronzo olimpico nel ruolo di attaccante con la calottina n.13, e oggi allenatrice della squadra Serie B di pallanuoto femminile dello Sport Center Parma.

Che tipo di atmosfera hai trovato alle Olimpiadi? “Sidney è stata un’esperienza indimenticabile. Le Olimpiadi rappresentano il sogno di ogni sportivo e il luogo di ritrovo di tutti i migliori campioni delle diverse discipline. L’atmosfera è impregnata di competizione e confronto ma anche conoscenza, amicizia e socializzazione. Porti a casa con te un’esperienza professionale, personale e umana, unica e irripetibile”.

Cosa hai pensato quando sei arrivata al villaggio olimpico? Ero emozionatissima, quasi incredula di aver realizzato il mio sogno. Il villaggio olimpico sembrava una piccola città travolta dall’immenso calore della gente, dalla capacità di creare spirito di unione e solidarietà tra gli atleti”.

L’esordio sotto i riflettori dei 5 Cerchi olimpici… “In quel momento pensi a non farti sopraffare dalle emozioni. Partire con il piede giusto, dando il massimo, era fondamentale. Alle Olimpiadi non puoi permetterti una falsa partenza visto che ti ritrovi a giocare con le migliori squadre al mondo. Tra l’altro Sydney era la prima edizione per la pallanuoto femminile: un girone unico a 6 squadre [Australia, Stati Uniti, Russia, Paesi Bassi, Canada, Kazakistan], tutte contro tutte. Noi abbiamo rotto il ghiaccio contro il Canada con un pareggio 7-7”.

Una medaglia alle prime Olimpiadi: ci credevate? “Eravamo una squadra ambiziosa. Non ci bastava solo partecipare, sicuramente volevamo qualcosa di più, per ripagare tutti gli sforzi e i sacrifici che abbiamo dovuto fare per arrivare lì”.

La partita che ancora oggi rivivi chiudendo gli occhi… “Sarebbe troppo facile dire la finale per il bronzo ma purtroppo mi è rimasta più in mente l’amara sconfitta in semifinale contro l’Australia [vincitrice dell’oro contro gli Stati Uniti] quando a pochi minuti dalla fine della partita stavamo vincendo di tre goal e alla fine abbiamo perso 6-7. Abbiamo perso l’occasione di batterci per l’Oro. Sapevamo che avremmo potuto riscattarci per il bronzo ma comunque sarebbe stata una gioia a metà”.

Quanto si sacrifica un atleta per raggiungere questo obiettivo? “Sappiamo meglio di chiunque altro che arrivare a medaglia non è facile; comporta tanti impegni, sacrifici e duro lavoro. Per noi la piscina era diventata in pratica la nostra casa, ci allenavano due volte a giorno facendo 8/10 ore in totale, lasciandoci così poco tempo per la famiglia e gli svaghi. Se ci credi però ne vale sempre la pena”.

Cosa pensi del rinviato delle Olimpiadi di Tokyo? “Credo che in un periodo come questo di emergenza mondiale, la salute e la sicurezza pubblica siano prioritarie, quindi sono pienamente d’accordo con lo slittamento delle olimpiadi al prossimo anno”.

Cosa diresti agli atleti che si stavano preparando e dovranno rimandare tutto di un anno? “Di essere fiduciosi perché prima o poi l’emergenza passerà, così potranno ricominciare ad allenarsi con costanza e dedizione per non vanificare tutti gli sforzi fatti fino ad ora. Sono consapevole del fatto che per alcuni atleti, vista anche l’età, sarà sicuramente una sfida maggiore guardare al 2021, mentre altri sarà la possibilità di migliorarsi. Ad ogni modo io sarò in prima fila a tifare per tutti loro”.

CARTA D'IDENTITA'
Nata: il 18 marzo 1975 a Mosca

Ruolo: attaccante (centroboa)
Calotta: 13
Altezza: 177,5 cm.
Peso: 63 kg.
Laurea: Accademia statale di cultura fisica Rossiyskuyu.

PALMARES
Nazionale Russa
Olimpiadi: Bronzo Sidney 2000

Europei: Argento 1997; Bronzo 1999
Coppa del Mondo: Argento 1999 Nancy
Club
Coppa Europa: Oro 1997 e 1999 "SKIF" g. Mosca

Campionato del Mondo Master: Oro Budapest 2015

 

 

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